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La carta Washi: Fine Art ai limiti della perfezione.

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Come un pittore interpreta la scena d’avanti ai suoi occhi e sceglie i colori che contribuiscono alla sua visione artistica prima di creare la sua opera, così un fotografo crea il suo intento ancor prima di immortalare il suo soggetto, ed è grazie all’intento infatti che il fotografo rende arte una foto e non attraverso l’immagine reale. La fotografia si basa su molti elementi, tra i tanti vorremmo sottolinearne tre che secondo noi sono fondamentali per un fotografo:

LUCE, VISIONE E TECNICA:

  • LA LUCE. Un elemento indispensabile per un fotografo è la luce, è anche attraverso essa infatti che il fotografo disegna le sue fotografie. La grande fotografia di paesaggio (ma la fotografia in generale) ha inizio con una grane luce. Bisogna alzarsi molto prima dell’alba ed anadare a dormire molto dopo il tramonto per avere la luce migliore! Grandi fotografi infatti come Ansel Adams e Galen Rowell, pionieri di questi concetti e di questa filosofia legata alla luce, tanto da inventare delle vere e proprie tecniche fotografiche basate su di essa, parlavano solo di luce. 
  • LA VISIONE ARTISTICA. Un fotografo riesce a conttraddistinguersi attraverso molteplici caratteristiche, forse una delle più importanti è come comunica i sentimenti che ha provato guardando il soggetto d’avanti ai suoi occhi, il modo in cui lo ha previsualizzato, cosa lo ha spinto a fermarsi a guardare e immortalare la scena attraverso la sua macchina fotografica, il modo in cui rappresenta la realtà fabbricando interamente la scena. La sua visione artisitca insomma.
  • LA TECNICA. La bellezza di una fotografia è un concetto essenzialmente soggettivo. Il fascino che uno scatto riesce a trasmettere anche, perchè cambia da osservatore ad osservatore e non può esistere un parametro assoluto che determini quanto una foto sia bella. Non si può però negare che realizzando le fotografie seguendo determinate regole e impostando correttamente i parametri di scatto (esposizione, profondità di campo e via dicendo) si riesca ad ottenere quel “qualcosa di più” che trasforma un’immagine qualsiasi in un pregevole scatto. 

In questo articolo ci soffermeremo sulla fotografia Fine Art, ed in particolare su una tipologia di carta Fine Art stupefacente, dalle proprietà e caratteristiche uniche, la carta WASHI. Ci è sembrato però doveroso fare una brevissima introduzione (vedi sopra) su alcuni concetti; su quelli che da molti vengono considerati aspetti importanti nella fotografia, per poi arrivare all’argomeno vero e proprio del nostro articolo e cioè l’ultima fase di elaborazione del fotografo, la Stampa.

La carta Washi è una carta davvero particolare e preziosa, viene utilizzata infatti da famosi designers, progettisti grafici, architetti, stampatori, conservatori, fotografi e artisiti in generale. E’ una tipologia di carta Fine Art disponibile nel nestro negozio da tempo, ed in diverse occasioni abbiamo avuto modo anche di parlarne con degli esperti del settore, ospitando presso i nostri spazi diverse mostre fotografiche molto interessanti, sia sotto l’aspetto dei contenuti visti che per l’argomento di tali mostre. La carta Washi è completamente realizzata a mano, secondo principi di secolare tradizione. Infatti in Giappone esiste un vero e proprio culto della carta che viene prodotta usando antiche tecniche di lavorazione di materiali vegetali esclusivamente a mano.

Si tratta di un’arte molto antica di derivazione cinese e molto spesso queste fibre vegetali si trovano solo in Giappone. Il gelso rappresenta un albero molto comune in Giappone e il suo utilizzo per la caratteristica carta washi ha una storia molto antichissima. I giapponesi scoprirono l’utilizzo di alcuni alberi autoctoni come il forte ma flessibile “kozo” (varieta’ di gelso giapponese)

Gelso da Carta Kozo Washi Papermaking Sugeta Mould Carta Washi

che, con le sue lunghe fibre permise loro di fabbricare una carta più robusta e resistente. Finiva perciò l’imitazione della carta cinese e nasceva la nazionale Washi (wa:Giappone; shi:carta), la cui fabbricazione fu affidata a piccole industrie locali che ne tramandarono l’arte, perfezionandone le tecniche, di generazione in generazione. La carta Washi è ottenuta attraverso la lavorazione manuale di diversi tipi di piante della famiglia del gelso e della dafne. Sono lavorazioni manuali molto raffinate e questa carta è stata usata fin dall’antichità all’interno delle abitazioni giapponesi per la sua capacità di far filtrare la luce attenuandone l’intensità e donando allo spazio un illuminazione soffusa. 

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